M.A.I.M. – Manere, Ombre, Briscole

M.A.I.M. – Manere, Ombre, Briscole

Il disco

  • Etichetta:Nadir Music
  • Città:Belluno
  • Genere:Folk Metal
  • Line Up:
    • Dario De Nart (voce)
    • Emiliano Bez (chitarra)
    • Giovanni Chemello (chitarra)
    • Simone "Mastro" Giovinazzo (basso, voce)
    • Nicola "Nik" De Cesero (batteria)
    • Aurora Torri - (flauto traverso)
    • Emanuele "Drø" Prest (tastiere)
M.A.I.M. – Manere, Ombre, Briscole

I M.A.I.M. vengono da Belluno, località apparentemente famosa per la tendenza dei propri abitanti a sbevazzare e trincare come se non ci fosse un domani. Quest’attitudine festaiola si riflette nel songwriting del gruppo, dedito a un folk metal con forti influenze heavy da loro battezzato “epic casera metal” (nel caso aveste ancora dubbi in merito alla natura scanzonata della band nonostante la coloratissima e fumettosa copertina dell’album qui recensito).

Nati nel 2008, la band ha registrato due EP e diviso il palco con band come Toxic Holocaust e Negura Bunget prima di pubblicare questo Manere, Ombre, Briscole, mixato nei celebri Nadir Studios di Genova da Tommy Talamanca dei Sadist, autore di un mixaggio di qualità ma graffiante al punto giusto per apprezzare l’album come si deve.

Abbiamo tra le mani un disco che picchia senza mai perdere tiro, come si capisce sin dalla prima canzone: Casera Death Trip, il brano che apre le danze è infatti una vera e propria dichiarazione d’intenti, dato che parliamo di un pezzo movimentato e trascinante (ci si aspettano file di metallari a gridare “CASERA” nelle prime file dei concerti della band) cesellato dalle melodie del flauto.  La canzone fa il paio con la successiva Freedom Tank, un uptempo catchy al punto giusto che potrebbe tranquillamente fungere da singolo – e, soprattutto, che riesce a fomentare.

Dopo aver sedotto gli ascoltatori con questa doppietta iniziale, i M.A.I.M. iniziano a cambiare le carte in tavola, e con Quest For Perfection alzano leggermente il piede dall’acceleratore. Il risultato è un brano più compatto, solenne ed epicheggiante, con influenze tipicamente 80’s che per qualche momento ci dà veramente l’impressione di trovarci in una locanda fumosa ad ascoltare chissà quali leggende. Rigorosamente davanti a un boccale di birra, sia chiaro.

Con Four Kings si cala leggermente di tono, e il colpo rimane in canna: un peccato, considerando anche che è uno dei pezzi che pone maggior enfasi sulle chitarre, mentre diverso è invece il discorso per la goliardica Polenta & Dragon, che si distingue grazie alla simpatica intro acustica e al buon lavoro del flauto che riesce sempre a creare melodie orecchiabili in grado di reggere il brano, rendendolo uno dei più riusciti del lotto.

Bruledì è l’unico brano che vede abbandonata in toto la lingua d’Albione in favore dell’italiano e del dialetto, dimostrando ancora una volta come la nostra lingua si possa sposare benissimo con certe sonorità; purtroppo, dopo una pregevole e malinconica intro acustica, la canzone si evolve in un brano che sa di già sentito, risultando riuscita a metà.

Dopo l’alquanto anonima Beyond the Horizon è invece il turno di Blood Stained Walls, probabilmente il pezzo migliore dell’album e quello con cui i M.A.I.M. dimostrano che sono capaci di essere anche una band “seria” e non soltanto uno scanzonato gruppo da party come si potrebbe pensare: nell’arco di quasi 10 minuti privi di cali di tensione troviamo cavalcate epiche, ipnotici intermezzi acustici, voci pulite e qualche accenno di scream qua e là. Il finale viene invece affidato a Glory Bound e alla sua intro marziale. Il brano è potente, diretto, orecchiabile – complice, ancora una volta, il flauto.

In sostanza, cosa possiamo dire di Manere, Ombre e Briscole? La voce di Dario e il flauto di Aurora, così come il fare scanzonato che permea l’album, sono con ogni probabilità il punto forte dell’album di debutto di una band che, non prendendosi sul serio (e non avendo intenzione di farlo), propone un folk metal irrequieto e coinvolgente; non ci sono certo grosse sorprese, ma d’altronde non è quello che si cerca in lavori di questo tipo, soprattutto sapendo che la vera dimensione della band è il palco, dove i brani acquisiranno quel quid in più. Certo, un po’ di varietà in più non avrebbe fatto altro che giovare al complesso, ma il gruppo ha già dimostrato di saper scrivere canzoni di qualità. Tenete d’occhio i M.A.I.M., e se capitassero dalle vostre parti date loro una possibilità; sarà sicuramente una serata da ricordare.

Tracklist

  1. Casera Death Trip - 4'19"
  2. Freedom Tank - 5'20"
  3. Quest for Perfection - 5'15"
  4. Four Kings - 3'49"
  5. Polenta & Dragon - 5'46"
  6. Bruledì - 6'08"
  7. Beyond the Horizon - 4'29"
  8. Blood Stained Walls - 9'38"
  9. Glory Bound - 3'38"
  • Valutazione: 7 / 10