VADER – Future Of The Past II – Hell In The East

VADER – Future Of The Past II – Hell In The East

Il disco

  • Etichetta:Witching Hour Productions
  • Città:Olsztyn (Polonia)
  • Genere:Death Metal
  • Line Up:
    • Peter (voce, chitarra, basso)
    • Spider (chitarra)
    • Hal (basso)
    • James Stewart (batteria)
VADER – Future Of The Past II – Hell In The East

Quella dell’inserimento di cover negli album dei gruppi componenti la galassia heavy metal è una tradizione antichissima, contraddistinta però da due definite correnti temporali, inquadrabili indicativamente fino a circa la metà degli anni ’90 la prima e da lì in poi la seconda, ancora attuale ai nostri giorni.

Se infatti gli artisti più recenti hanno in linea di massima coverizzato le band che hanno contribuito a creare e sviluppare i generi-base del fenomeno metal (NWOBHM, thrash, death, glam), queste ultime si sono necessariamente riferite a tracce che appartenevano ad ambiti musicali affatto diversi ma comunque fondamentali nell’originare le strutture alla base della musica metal. Ed ecco i Judas Priest che nel 1974 inserivano nel loro disco d’esordio Diamonds And Rust di Joan Baez; o gli Iron Maiden che hanno arricchito i loro primi singoli con brani – fra gli altri – di Jethro Tull (Cross Eyed Mary), Golden Earring (Kill Me Ce Soir), Led Zeppelin (Communication Breakdown), Free (I’m A Mover), Thin Lizzy (Massacre), Budgie (I Can’t See My Feeelings) e Montrose (I’ve Got The Fire, Space Station #5); o, infine, i Metallica, che con il Garage Days del 1987 hanno all’atto pratico sdoganato l’usanza del cover album, purtroppo spesso ridottasi nei decenni successivi a riempitivo nei momenti di scarsa vena creativa o a tappabuchi per concludere un contratto in scadenza in alternativa a pessimi live o inutili compilation.

Anche i deathsters Vader avevano finora al loro attivo un album interamente composto da cover, quel Future Of The Past che – pubblicato sia in cd che in cassetta – proprio nel 1996 omaggiava mostri sacri del death/thrash (Celtic Frost, Possessed, Kreator, Slayer…) permettendosi però interessanti sconfinamenti in generi piuttosto lontani dal punto di vista delle sonorità grazie alle rivisitazioni di Black Sabbath, Anti-Nowhere League e Depeche Mode (finalmente!). Ebbene, a distanza di quasi vent’anni la band polacca ha riproposto un simile esperimento, andando però ad interessare una dimensione diametralmente opposta, mantenendo l’orbita musicale attorno al death metal ma reinterpretando canzoni firmate da dodici gruppi facenti parte della scena dell’Est Europa di fine anni ’90 (undici polacchi e uno della Repubblica Ceca, al tempo ancora Cecoslovacchia) fra cui molti quasi del tutto sconosciuti e scomparsi da tempo, spesso dopo solo qualche demo (Ghost, Imperator, Scarecrow, Slashing Death, Slaughter, Thanatos), altri fermi da parecchio ma mai ufficialmente sciolti (Krabathor, unica band non polacca della compilation), alcuni ritornati sulle scene più o meno di recente (Exorcist, Markiz De Sade, Merciless Death, Thrasher Death) e solo uno protagonista di una carriera ancora in essere (Kat).

In un ricchissimo 2015 che ha visto l’uscita dell’interessante cofanetto Geneza Chaosu MCMLXXXIII – MCMXC contenente tre cd relativi ai primi tre demo della band (Live In Decay, Necrolust e Morbid Reich) ed uno splendido libro da 200 pagine (quest’ultimo poi inserito nel mostruoso box Live In Necro Reich insieme a 4 vinili, 4 cd, un dvd e 3 cassette), e del live Before The Age Of Chaos – Live 2015 (cd+dvd), si posiziona quindi questa compilation di cover che se da un lato segue idealmente quella del 1996 a cominciare dal titolo (Future Of The Past II – Hell In The East), dall’altro concretizza un’interessante operazione che permette di scoprire realtà finora ignote coinvolte in una scena che in quegli anni aveva limitatissime possibilità di farsi conoscere al di fuori dei patrii confini, e non nascondo di essermi divertito moltissimo nell’ascoltare brani appartenenti ad un periodo musicale che ho avuto la fortuna di vivere in prima persona, peraltro magnificamente riproposti sia dal punto di vista dell’esecuzione che da quello della produzione. Certo, mi sarebbe piaciuto poter seguire il consiglio a suo tempo dato dai Guns N’ Roses, che nel libretto del loro cover album “The Spaghetti Incident?“, nel 1993, scrivevano con infinita saggezza: «A great song can be found anywhere. Do yourself a favor and go find the originals», ma purtroppo è impossibile recuperare buona parte del materiale originale riproposto in questa compilation. E forse sta proprio qui la sua importanza storica, ovvero l’essere testimonianza di un’epoca in cui le idee, la creatività e l’entusiasmo erano alla base di un movimento in continua crescita ed evoluzione del quale i Vader sono stati parte integrante, riuscendo poi ad emergere senza per questo dimenticare i vecchi compagni d’avventura i quali – seppur scomparsi dalle scene – a fronte di certi presunti fenomeni odierni si rivelano ancora immensamente superiori, anche solo per genuinità di intenti ed onestà intellettuale.

Insomma, pur non amando queste operazioni, penso che un album di cover ogni vent’anni si possa anche tollerare. Ma se gli l’approccio e il risultato sono quelli espressi dai Vader in questo Future Of The Past II – Hell In The East, ben vengano altri episodi simili, nei quali l’esercizio stilistico lascia il posto alle immagini, ai suoni, ai ricordi. Alla Storia.

Tracklist

  1. Ostatni diakon (Exorcist cover) - 3'35"
  2. Noc demona (Ghost cover) - 3'31"
  3. Necronomicon (Imperator cover) - 5'02"
  4. Totální destrukce (Krabathor cover) - 5'13"
  5. Sen schizofrenika (Markiz de Sade cover) - 4'11"
  6. The Beginning of Darkness (Merciless Death cover) - 4'11"
  7. Ostatni sakrament (Scarecrow cover) - 0'58"
  8. No Return (Slashing Death cover) - 1'16"
  9. Czas apokalipsy (Slaughter cover) - 3'36"
  10. Necromaniac (Thanatos cover) - 3'38"
  11. Czarny anioł (Thrasher Death cover) - 3'11"
  12. Wyrocznia (Kat cover) - 3'27"
  • Giudizio: Istruttivo
  • Valutazione: 8 / 10